Parrocchia di Poirino




TEMA: La speranza non delude - in data: 13/03/2020

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.
Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio.
La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.


Siamo avvolti in questi giorni da un'atmosfera che sembra irreale ma che, in verità suscita inquietudine e ci riempie di paura e di sconcerto. Non ci era mai capitata una quaresima così. Abbiamo così la possibilità di capire un po’ più da vicino che cosa provasse Gesù quando, avvicinandosi ai giorni della passione, nella preghiera confidava al Padre: “Ora, la mia anima è turbata”. O quando, pur in compagnia di Pietro e dei due figli di Zebedeo, “cominciò a provare tristezza e angoscia”. Trovò nella fede una pace, forte e imperturbabile, e l’invocazione culminò nella sua consegna a Dio: “Sia fatta la tua volontà”. In questa pace cerchiamo anche noi il coraggio, la tranquillità, l’affidamento. Sappiamo infatti che l’accesso alla grazia ci rassicura che “la speranza non delude”.
In questo momento di smarrimento generale, non solo possiamo aiutarci a convincerci che, insieme, ce la faremo ma anche cogliere la grazia di questi giorni.
Le grandi crisi ribaltano le vecchie certezze e abitudini e svelano i nostri errori ai quali ci eravamo rasseganti. Ci accorgiamo delle cose che amiamo, quando esse non ci sono più disponibili. Ci piace stare a casa, quando poi possiamo uscire per la scuola, il lavoro, gli amici. La solitudine forzata ci sta così insegnando il valore e il prezzo delle relazioni umane, la distanza superiore al metro alimenta un’incontenibile nostalgia delle distanze brevi. Stiamo improvvisamente comprendendo le cose più ovvie, eppure dimenticate: si va al mercato, ci si reca nei negozi, non solo per fare provviste ma anche (e soprattutto) per vedere qualcuno e fare quattro chiacchiere. Vedersi, incontrarsi e parlarsi è essenziale come fare acquisti, perché le persone valgono più delle merci. Speriamo che l’inquietudine di questi giorni ci aiuti a ricordarcelo anche dopo.
La grazia di questa quaresima è quella di farci capire, anche attraverso tanti fatti di bella cronaca, che un male comune (il virus) ci può aiutare a capire quanto più forte sia il bene comune. È la speranza che non delude, è l’amore di Dio riversato nei cuori. È anche, forse, una terapia efficace per rallentare l’avanzare minaccioso e veloce della pandemia.
Stare a casa, prendere tutti gli accorgimenti, cercare ancora le persone sono forme d’amore, il quale è poi il principio fondamentale della convivenza umana.