Parrocchia di Poirino




TEMA: S. Messa 4 Quar. - in data: 22/03/2020

“Il Signore guarda il cuore” ci è stato detto. Oggi il nostro cuore è affranto, prostrato.
Il Signore conosce e vive il nostro stesso abbattimento.
Possiamo così insistere, pregando a lungo: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla
Stiamo camminando in una gola oscura e abbiamo paura.
Per superarci possiamo solo rinforzare la certezza della fede e ripetergli: “Tu sei con me”. Per comportarci perciò come figli della luce, come ci ha detto Paolo, dobbiamo destarci dall’angoscia e lasciarci illuminare da Cristo.
Rendendo la vista a un cieco dalla nascita, Gesù si manifesta come la luce che illumina ogni uomo, ma senza imporsi. La fede infatti è un cammino personale e libero, che spesso espone alla contraddizione o anche al rifiuto. È quanto è accaduto allo stesso Gesù.
In questa domenica raccogliamo le nostre forze e facciamo come il cieco. Ci inginocchiamo in adorazione (a casa nostra, da soli o con i familiari) e gli diciamo, più volte:
"lo credo, Signore!". A Dio, infatti, si aderisce solo mediante la fede, come insegna tutta la rivelazione biblica: «Il giusto vive per la fede» (Ab. 2,4) , «Va', la tua fede ti ha salvato» (Lc. 17,19), «Siamo giustificati per la fede...» (Rom. 5,1).
Questa è l’ora della fede matura. Credere significa pronunciare con piena consapevolezza il nome di Cristo: “La fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo”. (Rom 10,17).
La quaresima è il tempo della condivisione della sofferenza di Gesù per partecipare poi gioiosamente alla sua Pasqua. È la nostra viva speranza.