Parrocchia di Poirino




TEMA: Il segno della croce - in data: 31/03/2020

Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui. (Gv 8, 21ss)


La liturgia ci insegna a pregare. Si dona un po’ del nostro tempo, se ne fa il nostro sacrificio. Si sospende il tempo in un istante di silenzio per lasciare spazio al primo gesto che esprime il senso dell’ascolto e dell’adorazione: il segno della croce.
Tracciare sul corpo il crocifisso è una chiara professione di fede. È dire con S. Paolo “proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù” (Fil. 3,12). La preghiera ci fa sentire avvolti da una Presenza ricevuta come dono, al quale rispondiamo affidandoci:
“Signore, accetto, voglio, desidero entrare nel mistero della tua croce”.
La preghiera cristiana si concentra sul Signore Gesù, fino a “identificarsi” in Lui: “Sono stato crocifisso con Cristo e non son più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me”. (Gal 2,20).
Con questo gesto si dice, dunque, tutta l’adesione al Signore, si esprime tutto il potere della fede di cambiare alla radice la vita.
Le parole che accompagnano il segno della croce esprimono l’essenziale della conoscenza della fede: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.
La fede può dirsi in poche parole (la formula della Trinità) e in un solo gesto (quello della croce). Il mondo può così comprendere che il messaggio cristiano è, in realtà, molto semplice ed essenziale.
Dio entra nel mondo nella forma dell’umiltà e della debolezza: questo è il fatto fondamentale del cristianesimo.
Ci è bastato un virus per farci sentire sfiniti per la debolezza e prostrati nell’umiltà.
Ci vuole la croce del Figlio di Dio per risollevarci
In questo segno potremo immergerci nel cuore del Mistero dell’Amore e toccare le capacità inesplorate della fede e in questo amore risorgere.