Una vita esuberante
Chi entra per la porta è il pastore delle pecore, il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce... Egli chiama le pecore una per una e le conduce fuori... cammina innanzi a loro e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce... Io sono la porta; se uno entra attraverso di me sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere. Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza
In una piccola parola è sintetizzato ciò che rende inconciliabili il pastore e il ladro. La parola immensa e breve è «vita». Sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Unica è la vocazione di tutte le creature: avere la vita in pienezza. Unico il progetto di Dio: che l'uomo diventi Figlio, e viva di vita divina. Unica la condizione: avere desiderio di essa. E ascoltare quella voce che chiama le sue pecore una per una, per nome, quel Gesù per cui non esiste la massa, e ciascuno ha volto e nome.
La parola «vita» è un filo che lega insieme tutta la Scrittura; con essa il serpente seduce Eva: non morirete, anzi avrete vita come quella di Dio; è la supplica dei Salmi: fa' che io viva! Salva la mia vita! Fammi camminare sui campi della vita! Giona si adira con Dio perché non è come un ladro che ruba, uccide, distrugge Ninive ma è come un pastore di vita abbondante per i centoventimila della città che non sanno distinguere la destra dalla sinistra. Il primo, il principale di tutti i comandamenti dice: scegli la vita. Tutta la legge di Mosè è introdotta da questo: «Hai davanti a te la vita e la morte. Scegli!» E dice, supplica, ti prega: scegli la vita! Vita è tutto ciò che possiamo pensare per riempire questo suono, tutto ciò che possiamo desiderare. Vita è respiro, forza, salute, amore, relazioni, gioia, libertà, parola che tracima, che cambia il desiderio e le mete, che deborda nelle terre di Dio.
La storia del mondo altro non è che un pellegrinaggio verso la vita, la vita abbondante che Gesù descrive così, come una porta (io sono la porta) che si apre sulla terra dell'amore leale, più forte della morte (chi entra attraverso di me si troverà in salvo); più forte di tutte le prigioni (potrà entrare e uscire), dove si placa tutta la fame e la sete della storia (troverà pascolo). Gesù Cristo è e da' la vita, ma la vita in abbondanza. Definitiva, eterna. Non solo la vita necessaria, non solo l'indispensabile, bella quel minimo senza il quale la vita non è vita, ma la vita esuberante, magnifica, eccessiva, bella, uno scialo di vita, un centuplo. Manna per quarant'anni nel deserto, pane per cinquemila, anfore riempite fino all'orlo, acqua trasformata nel vino migliore, pelle di primavera per il lebbroso, pietra rotolata via per Lazzaro, cento fratelli, vaso di nardo prezioso e casa riempita di profumo.
Come ogni amore che se non è eccessivo, non è amore. «Il Regno verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme» (G. Vannucci). Dio non vuole rispondere ai tuoi bisogni essenziali, questo lo faranno altri, ma vuole far fiorire tutte le tue potenzialità. Ti dona molto più di quanto è necessario per sopravvivere, dona eternità a tutto ciò che di più bello porti nel cuore.
prima lettura At 2,14a.36-41
"Circa tremila persone"! Al di là del suo straordinario successo, la prima predicazione di Pietro proclama ciò che resta essenziale nel messaggio cristiano. Gesù, crocifisso dagli uomini, è stato risuscitato da Dio; per partecipare alla salvezza meritata dalla sua Pasqua e offerta a tutti, bisogna convertirsi, cioè rimediare alle proprie aberrazioni e ricevere il battesimo, sacramento del perdono dei peccati e del dono dello Spirito Santo, che introduce nella comunità dei salvati. Tutto ciò che si può aggiungere è materia di catechesi ed esortazione, il cui scopo è quello di far comprendere il prezzo di questa buona novella e di spingere il maggior numero possibile di persone ad accoglierla con gioia.
Dagli Atti degli apostoli
Nel giorno di Pentecoste, 14 Pietro levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: 36 "Sappia con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!".
37 All’udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?".
38 E Pietro disse: "Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito santo. 39 Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro".
40 Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: "Salvatevi da questa generazione perversa". 41 Allora quelli che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone. - Parola di Dio.
salmo responsoriale 22, 2-3; 4; 5-6
Un salmo che acquista, soprattutto nel tempo pasquale, risonanze cristiane: "le acque tranquille che rinfrancano", "l'unzione che profuma il capo", "la tavola imbandita" fanno pensare al battesimo, all'unzione dello Spirito, all'eucaristia.
Rit. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
2 Su pascoli erbosi il Signore mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
3 Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
4 Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
5 Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
6 Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
seconda lettura 1Pt 2,20b-25
Il "salvarsi da questa generazione perversa" (prima lettura) se non sempre espone alla persecuzione, espone perlomeno, un giorno o l'altro, a dolorose contraddizioni. Paradossalmente, queste sofferenze testimoniano a favore di coloro che agiscono bene, "Sopportare con pazienza la sofferenza" è una forma di omaggio nei riguardi di Dio, posto al di sopra di tutto, e di risoluta fedeltà al Cristo, il giusto perseguitato di cui parlava il profeta (Is 53,9.4-6), il pastore che ci salva con le sue ferite e proclama: "Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli" (Mt 5,10-11).
Dalla prima lettera di Pietro apostolo
Carissimi, 20 se facendo il bene sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio.
21 A questo infatti siete stati chiamati, poiché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: 22 egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca, 23 oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia. 24 Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; 25 dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime. - Parola di Dio.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia
lo sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Vangelo Gv 10,1-10
"Pastore", "porta delle pecore": due immagini complementari che evocano la missione di Cristo e il modo in cui la assolve. Egli ha un'unica preoccupazione: che gli uomini "abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza". Con pazienza, questo pastore familiarizza i suoi a riconoscere il suono della sua voce. Essi imparano così a seguirlo con fiducia, sicuri di essere condotti verso pascoli dove potranno andare e venire in piena libertà e sicurezza, certi di trovare, al tempo opportuno, il cibo adatto a loro. La Chiesa e ogni comunità cristiana, quanti esercitano un ministero pastorale e ogni membro dell'ovile, devono sempre tenere davanti agli occhi il modello del pastore dato da Dio.
X Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: 1 "In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2 Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore.
3 Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. 4 E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5 Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei".
6 Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro.
7 Allora Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. 8 Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati. 9 Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza". - Parola del Signore