Parrocchie di Poirino



Alcuni spunti per la preparazione alla liturgia della prossima domenica



Nel momento stesso in cui cessa di risuonare la voce di Giovanni, il precursore, compare colui che tutti i profeti hanno annunciato. Quando Gesù comincia a predicare, su coloro che abitano "in terra tenebrosa" si leva una grande luce. È vicino il regno dei cieli, i cui abitanti, liberati dal giogo di antiche oppressioni, possono finalmente irradiare una felicità senza riserve. Gesù percorre la Galilea, proclamando un vangelo di conversione, un insegnamento da mettere in pratica, e le affida la diffusione a uomini che, senza esitazione, abbandonano tutto per seguirlo. Proclamata anzitutto nei villaggi di una provincia dove vivevano fianco a fianco credenti e pagani, la buona novella, annunciata al mondo intero, risuona oggi in mezzo a noi.
Ormai, la salvezza non va più ricercata in una sapienza umana. D'altronde, assoggettarsi a chiunque, fosse pure il predicatore al quale si deve la scoperta del Vangelo, produce fatalmente dei partiti, che danneggiano sempre l'armonia della comunità ecclesiale e provocano, esacerbandosi, degli scismi. Lo stesso accade quando un gruppo di cristiani si arroga l'esclusività dell'appartenenza a Cristo: questo equivale a dividere colui che è morto per radunare i figli di Dio che erano dispersi. Non vi è che un solo battesimo, una sola fede, un solo Dio e Padre di tutti.
Dalla profezia di Isaia al racconto evangelico dell'inizio della predicazione di Gesù, passando per l'esortazione di Paolo all'unità, tutto, nella liturgia di questa domenica, rivolge il nostro sguardo sull'attualità. La luce annunciata da molto tempo è rifulsa, dando a ciascuno la possibilità di uscire dalle tenebre. La buona novella apre a tutti la strada della conversione a Dio e della salvezza, che si trova nel Cristo morto in croce e non nella fiducia illusoria risposta negli uomini. Contrariamente alla sapienza umana, accessibile solo ad alcuni, il messaggio evangelico è proposto a tutti, a cominciare dai piccoli e dai semplici. Bisogna radunarsi attorno al Signore Gesù, così come si fa nella liturgia.

Gesù inizia il suo ministero dopo aver saputo che «Giovanni era stato arrestato». È un’annotazione che va oltre il semplice significato cronologico. È già una prefigurazione della sorte che attende lo stesso Gesù: come tutti i profeti e come Giovanni Battista, anche Gesù subirà il martirio. Era logico aspettarsi che l’annuncio messianico partisse dal cuore del giudaismo, cioè da Gerusalemme, ed eccolo invece partire da una regione periferica, la Galilea, generalmente disprezzata e ritenuta contaminata dal paganesimo. Ma proprio ciò che costituisce una sorpresa è per Matteo il compimento di un’antica profezia e il segno rivelatore del messianismo di Gesù: un messianismo universale che rompe con decisione ogni forma di particolarismo. L’annuncio di Gesù - un annuncio abituale, ripetuto («da allora cominciò a predicare») - è riassunto da Matteo in una formula di estrema concisione: l’arrivo del Regno («il Regno di Dio è vicino») e l’imperativo morale che ne consegue («convertitevi»). L’episodio della chiamata dei primi discepoli è collocato sulla riva del lago, dove Gesù stava camminando e dove gli uomini erano intenti al loro lavoro. L’appello di Dio raggiunge gli uomini nel loro ambiente ordinario, nel loro posto di lavoro. Nessuna cornice sacra per la chiamata dei primi discepoli, ma lo scenario del lago e lo sfondo della dura vita quotidiana. I tratti essenziali di questo racconto sono quattro. Primo: la centralità di Gesù. Sua è l’iniziativa (vide, disse loro, li chiamò): non è l’uomo che si autogenera discepolo, ma è Gesù che trasforma l’uomo in un discepolo. Il discepolo, poi, non è chiamato ad impossessarsi di una dottrina, neppure anzitutto a vivere un progetto di esistenza, ma a solidarizzare con una persona («seguitemi»). Al primo posto c’è l’attaccamento alla persona di Gesù. Secondo: la sequela esige un profondo distacco. Giacomo e Giovanni, Pietro e Andrea lasciano le reti, la barca e il padre. Lasciano, in altre parole, il mestiere e la famiglia. Il mestiere rappresenta la sicurezza e l’identità sociale, il padre rappresenta le proprie radici. Si tratta, come si vede, di un distacco radicale. Terzo: a partire dall’appello di Gesù, la sequela si esprime con due movimenti (lasciare e seguire) che indicano uno spostamento del centro della vita. L’appello di Gesù non colloca in uno stato, ma in un cammino. Quarto: le coordinate del discepolo sono due: la comunione con Cristo («seguitemi») e una corsa verso il mondo («vi farò pescatori di uomini»). La seconda nasce dalla prima. Gesù non colloca i suoi discepoli in uno spazio separato, settario: li incammina sulle strade degli uomini.

prima lettura Is 8,23b- 9.1-3
Al popolo finito sotto la dominazione straniera, Isaia, molti secoli prima di Cristo, annuncia la prodigiosa restaurazione dell'indipendenza nazionale. Matteo si ricorda di questa profezia quando Gesù comincia a proclamare, in Galilea, l'avvento del regno dei cieli.

Dal libro del profeta Isaia
23 In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano e il territorio dei Gentili.
1 Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.
2 Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. 3 Poiché tu, come al tempo di Madian, hai spezzato il giogo che l'opprimeva, la sbarra sulle sue spalle e il bastone dell'aguzzino. - Parola di Dio.

salmo responsoriale 26, 1; 4; 13-14
Professione di fede e preghiera. Il Signore è la luce che risplende nelle tenebre, la speranza di coloro che sono in cammino verso la casa del Padre.

Rit. Il Signore è mia luce e mia salvezza.

1 Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Egli mi offre un luogo di rifugio
e nel giorno della sventura.
4 Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.
13 Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
14 Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.
seconda lettura 1 Cor 1,10-13.17
Scismi, fazioni che si scontrano, appellandosi a un apostolo o rivendicando addirittura un'appartenenza esclusiva al Signore, finiscono per dividere il Cristo stesso. L'attaccamento settario a un predicatore del Vangelo, per quanto prestigioso possa essere e per quanto gli si debba personalmente, sarebbe un "rendere vana la croce di Cristo", unica causa di salvezza, fondamento ed esigenza di unità fra tutti i credenti.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai corinzi
10 Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d'intenti. 11 Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi. 12 Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: "Io sono di Paolo", "lo invece sono di Apollo", "E io di Cefa", "E io di Cristo!". 13 Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati?
17 Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo. - Parola di Dio.

canto al Vangelo Mt 4,23
Alleluia, alleluia.
Gesù predicava la buona novella del regno
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.

Vangelo Mt 4,12-23
Fin dalla prima presentazione della predicazione di Gesù, alcune sottolineature caratteristiche del Vangelo di Matteo: la predicazione di Gesù porta a compimento le Scritture; essa è lieto annuncio; le guarigioni dei malati sono segni "del regno dei cieli vicino"; l'urgenza della conversione; il Vangelo è un insegnamento da mettere in pratica; quando il Signore chiama, bisogna abbandonare "subito" tutto e seguirlo. Infine, prospettiva universalistica ed ecclesiale del Vangelo: Gesù inizia il suo ministero in Galilea da dove, dopo la risurrezione, invierà i suoi apostoli nel mondo intero, affidando loro la missione di battezzare tutti coloro che crederanno in lui.

? Dal Vangelo secondo Matteo
Gesù 12 avendo saputo che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea 13 e, lasciata Nàzaret, venne ad abitare a Cafàrnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14 perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
15 "Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; 16 il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata".
17 Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino".
18 Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.
19 E disse loro: "Seguitemi, vi farò pescatori di uomini". Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.
23 Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. - Parola del Signore.





Spunti per le catechiste per il vangelo di domenica:


Possibili spunti



Consiglio alle catechiste